Interviste: StabbyoBoy

Interviste: StabbyoBoy

foggyjpgCiao StabbyoBoy, grazie per esserti offerto di sottoporti alla prima intervista in questa nuova veste di Stereowax. Eri la persona giusta essendo anche uno dei primi utenti del forum, e la tua personalità artistica sta vivendo un momento caldo con l’uscita di Artificial Kid, nuovo progetto che vede te alle produzioni, Danno dei Colle der Fomento al rap e Dj Craim agli scratch.

Parlaci un pò di te: Quando nasce artisticamente StabbyoBoy?
StabbyoBoy è in giro da molti anni. Inizialmente ero un writer che si dilettava anche con le rime: rappavo in un gruppo oramai estinto di nome Souleloquy. Il primo demo del gruppo uscì nel ‘96 ed il secondo nel ‘99. Il mio battesimo del “suono” risale al 2005 con l’album AQLEI sempre con  Souleloquy dove mi sono messo in evidenza anche come produttore della metà dei beat del disco.

Il mio primo lavoro solista come StabbyoBoy esce nell’ottobre del 2007 con il nome di Uncertainty Relations, album semi-strumentale. Ho collaborato e continuo a collaborare con vari artisti tra i quali cito: Crookers, Paura, Colle der Fomento, Fure Boccamara, Stokka e MadBuddy, Night Skinny, Disgregatore Molecolare, Fabiana Fondi, Kosha Dillz, ecc.

Se dovessi definire con tre parole il tuo stile musicale, quali utilizzeresti?
Tutto A Cazzo. Sono assolutamente istintivo quando sono sulle mie macchine e prediligo un approccio “immediato” ad un approccio “meditato”. Credo che la musica sia sostanzialmente istinto e l’impronta personale esce solo se si agisce in questo modo; sedersi di fronte a un campionatore o a un synth pensando troppo a quello che si ha intenzione di creare potrebbe portare ad un modo di comporre molto freddo e prettamente tecnico. La musica è carattere, personalità e sensazioni proprie espresse in un modo proprio, lascio quindi spazio a me stesso quando compongo.

Parlando di macchine, come è composto il tuo setup attuale?
Attualmente il mio set up è molto simile a quello che avevo quando ho composto Uncertainty Relations. Ho il mio buon vecchio Ensoniq ASR-10 a tastiera del ‘92 espanso, Access Virus TI, Motu Ultralite, Korg KAOSS PAD 2, BBE Sonic Maximizer 482i e Apple Mac Pro.

Cosa ti piace del tuo setup e cosa cambieresti?
Adoro il mio setup per un motivo molto semplice: lo conosco come le mie tasche. Oramai sono in grado di arrivare al “mio” suono in pochissimo tempo e utilizzando al meglio tutte le features delle macchine che compongono il mio setup. Adoro la pasta sonora dell’Ensoniq ma, non contento, lo ho collegato in cascata con il BBE Sonic Maximizer per avere ulteriore spinta in dinamica: nei missaggi si deve togliere non dare quallo che un suono non ha. Altro punto a favore del mio studio è la “compattezza”, ho tutto intorno a me, non devo alzarmi mai dalla mia poltrona. Ammetto che sono nella fase in cui è necessario che io riaggiorni il mio ambiente soprattutto a livello di macchine, è arrivato il momento di aggiungere un po’ di sintetizzatori analogici per aumentare la mia gamma sonora e soprattutto per rinnovare il mio umore. Oltre ai sintetizzatori è necessario che aggiunga qualche outboard come un Ensoniq DP-4, uno Scrotum Smasher e qualche effetto Moog (modulatori); per concludere voglio cambiare la mia scheda audio e sono lanciato verso la Apogee: i convertitori AD sono la base di tutto.

stabb6jpgMolti produttori disprezzano l’utilizzo di campioni in favore di strumenti di sintesi, cosa ne pensi?
Ognuno la pensa a modo suo, credo che la gente disprezzi il campionamento per 2 motivi: la difficoltà nel “trattare” i sample essendo suoni molto complessi e la difficoltà che creano a livello di creatività se ci si attiene ai canoni.

Io personalmente adoro tanto campionare quanto utilizzare suono di sintesi e, ultimamente, sto lavorando soprattutto sui sample inserendo la sintesi solo dove il sample non riesce ad arrivare con suoni che sono parte della mia personalissima librearia.

Per quanto riguarda Artificial Kid, qual’è la percentuale tra campioni e parti arrangiate?
In Artificial Kid c’è tantissimo campionamento ma mai usato in modo banale (loop di 2 barre). Ho campionato di tutto, dal rock progressive al funk passando per l’elettronica di Jarre. Ho campionato e riarrangiato i sample. C’è meno suono di sintesi di quello che si possa immaginare e la cosa di cui vado più fiero è proprio il fatto che anche i produttori esperti non sanno bene riconoscere quale sia un sample da quale sia un sintetizzatore proprio perchè ho speso tantissimo tempo a lavorare su ogni singolo suono e, di conseguenza, sul suono generale di ogni pezzo e dell’intero prodotto dopo che avevo tutti i beat pronti e le strofe registrate. Ho passato quasi più tempo a rendere Numero 47 omogeneo musicalmente che a creare l’intera struttura musicale dell’album.

Da dove nasce la voglia di creare un prodotto particolare e raro per l’italia come Artificial Kid?
Nasce semplicemente dall’amore per la musica, per la buona musica e da una discreta dose di NERDagine. Io e Danno, come abbiamo detto altrove, non sapevamo bene cosa stessimo facendo e, per un periodo, non avevamo nemmeno in mente di fare un intero disco. Ad un certo punto è scattata la consapevolezza di noi stessi e abbiamo iniziato a renderci conto che potevamo fare qualcosa che mai nessuno aveva avuto il coraggio di fare in Italia. La cosa più bella di Artificial Kid è proprio la sua unicità sia musicale che tematica. Ho letto molti commenti su svariati forum relativi al solito atteggiamento italiano del “confronto” con altri lavori o altri musicisti di tutto il mondo e la cosa un po’ mi ammareggia: sembra che l’italia sia affetta da una qualche strana forma di autolesionismo in cui non è possibile che un artista, un musicista, italiano possa fare qualcosa di nuovo e, sostanzialmente, competitivo o, magari, innovativo. Si passa più tempo a cercare le somiglianze con altri personaggi della scena musicale internazionale piuttosto che ad ascoltare ed apprezzare quello che si è fatto.  A me questa cosa dispiace profondamente ma non è sufficiente a far avvilire la soddisfazione per quello che io, Danno e Craim abbiamo fatto: aggiungere un tassello alla musica italiana in generale e alla musica Hip Hop in particolare.

Come hai affrontato la produzione? Quanto tempo hai impiegato nella stesura delle strumentali? Cosa hai seguito nel particolare?
Il primo pezzo in assoluto del progetto AK è stato CPSOM e doveva finire lì… così non è stato. Per circa 2 mesi io e Danno ci sentivamo praticamente tutti i giorni ma non capivamo, eravamo presi bene per un pezzo e non sapevamo cosa farcene ma avevamo la sensazione che qualcosa si particolarmente “diverso” lo potevamo fare. Una volta convintici ci siamo messi sotto. Io ho prodotto una quantità di beat incredibile tutti cestinati dalla cagacazzagine del Danno. Finalmente ho iniziato a “capire” e in una sola settimana ho prodotto il beat de Il Sistema, La Verità, di Ipercubo e Deragliamento Personale; gli stessi pezzi U-Topia e Dis-U-Topia li ho prodotti in un solo giorno. Diciamo che a livello di tempo sono stato circa 2 settimane sui beat di Artificial Kid. Volevo che Artificial Kid avesse al suo interno tante cose fondamentali per me: ritmica accattivante, impatto e drammaticità così ho passato 3/4 del tempo a farmi un’idea di quello che io volevo fosse il suono del progetto e ho cercato e catalogato le fonti da cui potevo estrarre i sample e ho creato una libreria di suoni di sintesi fatta su misura per una certa tipologia di sonorità; così è nata la musica di Numero 47.

l_01222db1cd33010ac11d82e29ef4703fCome posizioneresti nel disco il feel analogico e il supporto digitale? Credi ancora in questa infinita disputa e come ti schieri?
Il disco è stato prodotto e registrato interamente in digitale. Le macchine che tutti noi usiamo, siano esse analogiche o digitali, sempre dentro un computer vanno a finire ed è lì che il tutto diventa zeri e uni. Ora ciò non significa che l’analogico sia quindi inutile. Nell’editing e nel missaggio si è lavorato in digitale ma in fase di mastering l’apporto armonico di alcuni strumenti analogici è stato fondamentale. Ci sono innumerevoli plug-in che si occupano di ricreare distorsioni armoniche e cose così ma quel tipo di feeling che dà un circuiti analogico è, al momento, irraggiungibile dal digitale. Un vero problema per la musica moderna è il CD: 16 bit e 44KHz hanno stufato, la musica e la strumentazione hanno ora a disposizione 24 bit di dinamica e quasi il triplo della frequenza di campionamento: il CD è un supporto arcaico che demolisce molti prodotti che, su un supporto adeguato, suonerebbero 100 volte meglio… AK compreso.

Hai un consiglio da dare a chi si accosta alla produzione e volesse sin da subito avere dei buoni risultati?
Il mio consiglio è: non avere fretta. Nessuno di noi è “nato imparato” ed è necessario tanto tempo e tanta pazienza per arrivare ad un buon livello. Puntate prima a fare una cosa che siai quanto più possibile  vostra, la qualità anche a livello audio arriverà da sola… Io sto ancora imparando e spero di non smettere mai.

Saluti e ringraziamenti?
Saluto tutti. Per quanto riguarda Artificial Kid saluto e ringrazio le due persona che ci hanno aiutato con l’editing, il missaggio e la masterizzazione: Stokka e Squarta.


www.myspace.com/artificialkidproject

www.myspace.com/stabbyonic

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Uncertainly Relations
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One Response to “Interviste: StabbyoBoy”

  1. gloko scrive:

    no …zeri e uni no :)
    scherzo …lettura interessante.

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